· Glyphics
· La seconda serie di glyphics
· Provehito in Altum
· Freccia
· Mitra e Fenice
· Trinity Skulls
· Cross Seal (la croce dell'Echelon)
· Rosa rossa
· Maschera di Pierrot
· Carmina Burana
· Drago
· Uroboro
· Colori: nero, bianco, rosso
· Numeri: 30, 3, 6277, 0
· Find the Argus Apocraphex
· Artemide e Pitagora
· Video: The Kill
· Video: From Yesterday
I significati dei glyphics non sono stati mai scritti o rilasciati ufficialmente dalla Band, le spiegazioni quindi potrebbero essere imprecise o errate. La Band ha comunque affermato che rappresentano alcuni elementi dei 30STM.
Il '3' intrecciato rappresenterebbe qui il '30' di 30 Seconds to Mars.
Se questa supposizione fosse giusta, notiamo allora che il 3 qui è allo specchio, a diritto e a rovescio, rappresentando quindi la dicotomia di tutte le cose: i contrari che si uniscono, le differenze che si completano, le contraddizioni in ciascuno di noi e nel mondo.
Ma si tratta veramente del numero 3?
Si potrebbe notare che questo 3 è anche la lettera greca Epsilon in maiuscolo:

Un’associazione 'spaziale' o inesplicabile sarebbe di associarlo con certe forme geometriche trovate nei campi agricoli, i cosiddetti crop circles.

Qualunque cosa sia, la lettera Epsilon, il numero 3, un crop circle, applicate questo metodo per creare il primo glyphic:
- Create un doppio della lettera E o del numero 3 (tema della dualità di The Kill);
- Rovesciatela allo specchio, all’opposto, cosa che simboleggia l’opposto di voi stessi, l’ombra, ciò che si nasconde (una bella bugia, A Beautiful Lie);
- Riunite questi due simboli in uno, incastrandoli (riconciliazione del conosciuto e dello sconosciuto, del cosciente e dell’incosciente che conduce all’illuminazione, alla conoscenza del Sé: il tema di From Yesterday);
Otterrete così il glyphic.
Supponiamo che possa trattarsi anche delle seguenti lettere intrecciate: L E T O.

Questa potrebbe essere la ragione per cui Jared porta proprio questo glyphic in particolare tatuato all’interno del polso destro.
Ma si tratta di supposizioni, come tutto ciò che avvolge il mistero dei 30 Seconds to Mars.
Le 'Mani' o 'Ganci' dell’Orologio che puntano nel senso inverso delle lancette dell’orologio rappresenterebbero la parola 'Seconds'.
Anche qui è possibile rilevare la dicotomia delle cose, in particolare quella del Tempo. In effetti, benché i ganci vadano nel senso inverso delle lancette:
- Una delle tacche punta verso destra, cioè in avanti, verso il futuro;
- L’altra verso la sinistra, indietro, verso il passato;
- Il cerchio che si trova al centro dei due ganci può simboleggiare ciò che non ha né inizio né fine. Rappresenta l’eternità e l’unità, chiuso tra ciò che è stato e ciò che sarà, unendosi così anche al simbolo dell’Uroboro.
Nel quadro delle interpretazioni legate ai crop circles, la foto seguente parla da sola.

La cifra romana I tra virgolette rappresenterebbe 'To'.
Senza dubbio questo glyphic può essere interpretato in diversi modi.
- Tanto per cominciare, la semplice unione di tre 'I', dove l’uno rappresenta l’inizio di tutto. Prima di lui, il nulla, dopo di lui, tutta la serie di numeri. È l’origine, il creatore: tutti i numeri nascono dal precedente più l’aggiunta di 1.
- Nel quadro di questa interpretazione, queste tre linee (2 + 1) potrebbero rappresentare la coscienza della dualità, simbolo del tempo e dello spazio: tre dimensioni creano lo spazio e la vita tale quale noi la conosciamo.
- Il mondo in tre dimensioni è spesso rappresentato da un triangolo equilatero (ravvisabile anche qui, poiché le tre linee del glyphic hanno la stessa lunghezza).
- Quest’ipotetico triangolo equilatero rappresenterebbe, nella simbologia dei numeri, il 'Cosmic elevator' o ascensore cosmico, il cui senso dunque si avvicinerebbe al 'To', volendo indicarci una direzione da prendere, un luogo in cui andare.
- Queste tre linee potrebbero anche interpretarsi come l’allineamento delle tre colonne del tempio di Leto, monumento inscritto nel patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1998. Costruito nel II secolo AC, si trova a Letôon, nella regione di Xanthos, in Turchia.

Questo glyphic rappresenterebbe il pianeta Marte e i suoi due satelliti, Phobos e Deimos. Nella mitologia greca, Phobos e Deimos erano i figli gemelli di Ares e Afrodite. In greco antico, 'Phobos' significa 'timore', 'panico' e Deimos 'paura', 'terrore'.
Ares, il padre di Phobos e Deimos, è il dio della guerra e della distruzione nella mitologia greca ed è identificato con Marte presso i romani. Afrodite è la dea greca dell’amore, del piacere e della bellezza (Venere presso i Romani).
Jared ha affermato in un’intervista (fonte: Virgin Mega) che Phobos e Deimos potrebbero rappresentare lui e Shannon.
La dicotomia e/o complementarietà è presente anche in questo glyphic, mettendo in rilievo la grandezza delle contraddizioni umane e universali, ma anche l’aspetto costruttivo delle differenze, qui simmetriche.
Infine, anche con questo glyphic è possibile notare un’analogia con un crop circle:

L'altra decifrazione del glyphics vede le rappresentazioni di quattro pianeti del sistema solare:
- Il primo glyphic è composto da due 'M' rovesciate, che potrebbero simboleggiare Mercurio;
- Il secondo glyphic sembra avere un moto retrogrado come quello dei pianeti Venere e Urano, che ruotano in senso opposto a tutti gli altri pianeti del sistema solare: potrebbe dunque rappresentare uno dei due pianeti, probabilmente Venere;
- Il terzo glyphic ha tre linee verticali che riportano al numero romano 'III' (3) e rappresenterebbe quindi la Terra, il terzo pianeta partendo dal Sole;
- Il quarto glyphic è di nuovo Marte, con le due lune Phobos e Deimos.
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La seconda serie di glyphics

Questi quattro glyphics si trovano nella parte posteriore del libretto della prima edizione di A Beautiful Lie.
Possono avere più significati.
Leggendoli dall’alto verso il basso, con uno specchio (allo stesso modo del Find the Argus Apocraphex all’interno di questo stesso libretto) avremo:

Che può corrispondere, in una forma più attuale, alle seguenti lettere greche:

Si tratta delle lettere Psi, Theta, Delta (in minuscolo) e Epsilon (in maiuscolo). Tuttavia, non essendoci una vocale, questa serie di lettere non costituisce una parola.
Potrebbe trattarsi di lettere prese dall’alfabeto iberico, alfabeto che avrebbe ispirato le rune nordiche.

Come per l’ipotesi precedente, diamo qui solo le eventuali origini di questi 'simboli', non il loro senso o la ragione per cui li utilizza.
Questo resta un mistero.
Per complicare ulteriormente le cose, un’altra pista: gli autografi dei quattro membri, alcuni dei quali sembrano somigliare sia alle rune che alle lettere dell’alfabeto iberiano.

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Provehito in Altum
Proporre una traduzione letterale di Provehito In Altum non è possibile e senza dubbio Jared e Shannon lo sapevano perfettamente quando hanno adottato questo motto.
Come per i testi e la simbologia del gruppo,il Provehito tende ad essere interpretato in maniera personale, ispirandosi al nostro modo di sentire e a ciò che la musica dei 30STM evoca in noi.
Dunque, secondo le nostre considerazioni, Provehito In Altum può significare:
- lasciarsi andare nella profondità
- sprofondare
- elevarsi verso la parte più remota dello spirito, e questo in una concezione positiva e costruttiva che si ricollega all’espressione spesso ricorrente 'raggiungere la cima, la vetta'.
Esiste probabilmente una parte oscura nel Provehito In Altum. Se è questo il caso, questa parte è legittima e ha tutti i diritti di esistere.
In effetti, il positivo non esiste senza il negativo, né il Bene senza il Male. Le certezze non hanno nessun valore senza il dubbio. La contraddizione esiste ovunque, nel mondo e in noi.
È certamente una concezione un po’ manichea della realtà che ci circonda. Tuttavia, i testi dei 30 Seconds to Mars tendono generalmente a descrivere il mondo in questo modo: in contraddizione, in lotta, o in complementarietà.
La parte oscura non è che un giusto equilibrio di forze, per noi. È come una via d’uscita o una valvola di sicurezza nella riflessione.
Il Provehito In Altum è, secondo noi, un appello all’Elevazione del Sé:
Esplorarsi, trovare il proprio vero Io e dissociarlo dal proprio Ego sociale, crescere, andare avanti, rimettersi in discussione per costruire, realizzare al propria rivoluzione interiore con lo scopo di esorcizzare il negativo in noi, essere migliori, più produttivi, più creativi, più recettivi dei nostri bisogni intrinseci. Essere onesti, essere sinceri nelle proprie aspirazioni, lasciarsi trasportare dall’amore o dalla passione, cercare di trovare delle risposte, creare, credere in noi e nelle forze che ci abitano, avere la speranza in un mondo che non ne ha più.
"Soprattutto, non vogliamo essere un gruppo tetro e triste. Il nostro scopo è veicolare idee positive e piene di gioia." (Jared Leto)
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Freccia
La freccia è in qualche modo la rappresentazione grafica del Provehito In Altum, ma anch’essa ha i suoi misteri.
Simboleggia la potenza, la forza, e indica una direzione da seguire o esplorare.
È ispirata a una runa chiamata Teiwaz o più comunemente Tyr (nell'immagine a lato).
La leggenda di Tyr fa parte della mitologia nordica.
- Tyr era il più vecchio degli Asi, divinità che ricordano gli dei dell’Olimpo greco.
- Gli Asi rappresentavano delle potenze benefattrici ed erano in lotta contro i giganti, così come gli dei greci lo erano contro i Titani. C’è tuttavia una differenza fondamentale tra le due mitologie: mentre presso i Greci gli dei sono vincitori e godono di un'immortalità felice, gli Asi sono costantemente obbligati a ricominciare la lotta e devono persino soccombere un giorno, per rinascere in seguito.
- Le tre divinità principali della mitologia scandinava sono Odino (dio dell’astuzia e della vittoria), Tyr (dio della guerra giusta e della strategia) e Thor (dio della forza guerriera), che formavano una specie di Trinità, oggetto di costante venerazione da parte dei popoli del Nord.
- In questa mitologia, i guerrieri che hanno meritato l’immortalità abitano dopo la morte nello splendente Valhalla (titolo di una canzone inedita dei 30STM).
- Il sacrificio di Tyr: Tyr si distinse per il suo coraggio e mostrò la sua grandezza accettando di mettere la mano nella bocca di Fenrir (che stava per sconfiggere gli Asi). Egli compì questo gesto ben sapendo che gli Asi si apprestavano a catturare il mostro: infatti Fenrir fu catturato, ma Tyr perdette la mano e anche la sua sovranità.
- C’è una grandezza innegabile nella leggenda del sacrificio di Tyr, testimonianza di coraggio, di volontà e del superamento del Sé, che ben caratterizzano la Freccia (e la runa) della potenza.
Nella simbologia dei 30 Seconds to Mars, la freccia può essere interpretata in diversi modi.
Diretta verso l’alto, tende ad attirare il positivo di ciascuno verso la riuscita e l’elevazione.
- Può rappresentare il senso della giustizia, dell’autorità e dell’onore, le qualità dell’analisi e della razionalità.
- Può rappresentare la saggezza, attraverso la ricerca di una forza interiore che ci eleva.
- Può avere il senso primario di Potenza, legato alla runa di origine, e così assicurare a chi segue la sua direzione il successo e la vittoria.
Diretta verso il basso, il processo si capovolge.
Può indicare la paralisi mentale o l’astenia psichica e fisica, che fanno precipitare lo spirito nel dubbio, e l’impossibilità di trasformare le domande in una progressione costruttiva.
- La creatività è bloccata, così come l’ispirazione e le aspirazioni in generale.
- Come contrario della potenza, può rappresentare la sconfitta o la perdita, sia nel quadro di una sfida contro altri, sia contro se stessi.
L’Arrow è formata da un triangolo sulla cima. Nel linguaggio alchemico, il triangolo rappresenta il fuoco (diretto verso l’alto) e l’acqua (diretto verso il basso), permettendo così una volta di più di riproporre il tema della contraddizione.
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Mitra e Fenice
Al fine di comprendere meglio il senso di Mitra, simbolo determinante dei 30 Seconds to Mars, inizieremo trattando la storia e il simbolismo della Fenice, per approfondire poi il termine “Mitra” e i suoi corollari.

La Fenice è un uccello leggendario, nato dalle culture egiziana, etiopica e greca. Le sue piume sono rosse, blu e oro splendente. Dotata di longevità e del potere di rinascere dopo essere stata consumata dal suo proprio calore, simboleggia il circolo della morte e della resurrezione, il fatto di rinascere grazie alle proprie capacità in modo grandioso. Immortalità e ricordo costante…
La leggenda:
Secondo i greci, la Fenice viveva presso un pozzo dalla temperatura fresca. Ogni mattino, all’alba, il dio Sole fermava il suo carro per ascoltare il magnifico canto dell’uccello mentre si bagnava nel pozzo.
Una sola Fenice esisteva, per un certo periodo. Allo scadere dei suoi 500 anni, l’uccello costruiva un nido con ramoscelli profumati alla mirra, nardo e cannella. Trasformava il suo nido in un braciere e poi si immolava o moriva per una sorta di combustione istantanea. Dopo tre giorni, una nuova Fenice appariva tra le ceneri. Col suo primo volo, l’uccello inceneriva i resti paterni e il nido trasportando il tutto al tempio del Sole, a Eliopoli.
Il significato in diverse culture:
- Presso gli Egiziani la Fenice aveva il nome di Bennu. Rappresentava il Sole, che moriva la notte e rinasceva al mattino. L'uccello veniva venerato nella città di Heliopolis (Egitto), dove si credeva volasse appena risorta, per posarsi sull'albero sacro. Era inoltre creduta la reincarnazione di Ra.
- Per gli Ebrei la Fenice fu l'unico uccello che resistette alla tentazione di cibarsi dei frutti proibiti dopo il Peccato Originale nel Giardino dell'Eden, quando Eva convinse tutte le altre creature a seguire la sua sorte. Per questo Dio la ricompensò ponendola in una città fortificata dove poteva vivere per 1000 anni in pace e dopo rinascere per altri 1000 e 1000 anni.
- I Cristiani accolsero l'interpretazione degli Ebrei: infatti la Fenice è rappresentata in molte catacombe come simbolo di rinascita della carne. Inoltre, in un bestiario latino del XII secolo, viene citata come prova della resurrezione di Cristo: "Se, la Fenice ha il potere di morire e risorgere, perché, stolto, ti scandalizzi, alle parole di Dio... Che si offrì sull'altare della croce per soffrire per noi ed il terzo giorno risorse?"
- Il mito è anche connesso con l'uccello del fuoco nelle leggende americane/indiane.
In un approccio più ampio, la Fenice potrebbe rappresentare un individuo dotato di qualità eccezionali, o di una bellezza ineguagliata, un modello di virtù o di perfezione.
La Fenice è anche una costellazione dell’emisfero sud. È visibile nell’emisfero nord a sud di 30° di latitudine. La costellazione somiglia ad un grande uccello ed è composta da 11 stelle. È riconosciuta universalmente come uccello: come struzzo dagli arabi; Grifone, Giovane, Aquila ed Uccello di Fuoco dai cinesi.
In alchimia, la Via della Fenice doveva portare l'uomo a raggiungere il suo vero Io.
Mitra era originariamente il nome di una divinità indo-iraniana, in seguito adottata anche dal mondo greco-romano. Il suo culto, chiamato mitraismo, era molto popolare negli eserciti.
Dall’Iran, il culto si è diffuso in Asia minore, prima con le conquiste di Dario, poi con i rivolgimenti seguiti alla morte di Alessandro Magno. Arriva in Italia nel 67 AC.
Nell’Impero romano, gli adoratori di Mitra formavano una vera società segreta: il loro culto venne abiurato dai cristiani.
Gli iniziati erano sottoposti a prove molto severe, al termine delle quali erano in qualche modo battezzati: venivano marchiati con un sigillo e poi incoronati e armati. Terminata quest’ultima cerimonia, venivano salutati col titolo di fratelli d’armi.
La confraternita mitriatica si divideva in sette gradi, secondo il numero dei pianeti, formando così una scala di sette gradini posta sotto la protezione delle sette divinità.
Una delle feste in onore di Mitra, chiamata 'Natalis Invicti' (natività del sole invincibile) o 'Sol Invictus' celebrava questo dio della luce il giorno del solstizio d’inverno, generalmente il 25 o il 26 dicembre del nostro calendario attuale.
Mitra simboleggia la purezza, la castità e la lotta contro le forze oscure.
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Trinity Skulls
Trinity (o The Skulls) rappresenta il gruppo allo stesso modo della fenice Mitra.
L’interpretazione globale di questo simbolo deve essere esaminata in funzione di diversi parametri:
- I crani;
- Le frecce;
- Il glyphic 30 in un quadrato;
- La Trinità;
- Il motto Provehito In Altum.
I crani
- Da un punto di vista biologico, il cranio serve essenzialmente a proteggere il cervello.
- In chakralogia, il cranio è la sede del pensiero, e dunque del comandamento supremo. È il massimo dei quattro centri attraverso i quali i chakra schematizzano una rappresentazione macroscopica dell’Uomo.
- In molte leggende europee o asiatiche, il cranio umano è considerato come un omologo della volta celeste: con la sua posizione nella parte superiore della testa, la sua forma a cupola, la sua funzione di centro spirituale, il cranio è spesso paragonato al cielo del corpo umano. È considerato la sede della forza vitale del corpo e dello spirito.
- In certe culture, simboleggia il ciclo iniziatico. La morte corporale preludio della rinascita a un livello di vita superiore, quello del regno dello spirito.
- In alchimia, il cranio è il simbolo della morte fisica (analoga alla putrefazione alchemica): l’uomo nuovo nasce dal crogiolo in cui quello vecchio è morto per trasformarsi.
Qui, l’unione dei tre crani fa apparire al centro un triangolo equilatero, simbolo della trinità religiosa, certamente, ma anche della stabilità verticale e orizzontale.

Le frecce e il Provehito In Altum riuniti:
Le tre frecce richiamano naturalmente l’Arrow, la quale è ispirata alla runa Teiwaz o Tyr, runa della potenza che rappresenta Tyr, dio della guerra e della giustizia nella mitologia nordica. Oltre alla potenza, l’Arrow simboleggia una direzione o un cammino da seguire verso la forza interiore, la vittoria e il successo, la passione e il flusso di energia creatrice. Associata al Provehito In Altum, visto il senso e il simbolismo di quest’ultimo, non è sorprendente ritrovare questi due simboli riuniti.
Il glyphic '30' in un quadrato
Il quadrato rappresenta ciò che è:
- solido,
- stabile,
- protettivo.
Simboleggia l’assenza rassicurante di tensioni. È il supporto ideale per un’informazione neutra e oggettiva.
È uno dei tre simboli geometrici di base insieme al cerchio e al triangolo equilatero.
La Trinità
Possiamo esaminare il concetto di 'Trinità' sotto diversi angoli:
- È vicina al senso spirituale del magico, dell’intuizione, della fecondità.
- Legata alla creazione artistica, evoca l’espressione e la versatilità.
- Può anche significare il passato, il presente e il futuro.
- Evoca anche la collaborazione con altri.
- Secondo Pitagora, è legata alla pluralità e simboleggia il mondo della materia, poiché sono sufficienti tre punti per definire un piano.
- Nella mitologia Indù, Trinità fa rima con Creazione, Conservazione e Distruzione (legate a Brahma, Vishnu e Shiva).
- In Cina, infine, la trinità si categorizza così:
* i cieli hanno tre elementi: il sole, la luna, le stelle;
* la terra ha tre elementi: l’acqua, il fuoco, il vento;
* l’uomo ha tre elementi: lo spirito, il respiro, la vitalità.
La nostra interpretazione del Trinity Skulls
Questo simbolo è rotondo, come quello dell’Uroboro: contiene in esso il principio e la fine di tutte le cose, con la speranza di un rinnovamento.
Questo simbolo può essere visto come una vera e propria sintesi del concetto dei 30 Seconds to Mars:
- 'Toccare la profondità', cioè Provehito In Altum, al fine di cogliere il mistero del nostro Io, qui indicato dal glyphic '30' protetto da un quadrato (senza dubbio il più difficile da interpretare dei quattro glyphic).
- Sono le tre frecce che ci guidano verso il centro del simbolo, separando e unificando allo stesso tempo i tre skulls, sede del pensiero.
- Il colore rosso favorisce la stimolazione mentale, è il colore dell’amore rigeneratore nella Grecia antica e quello della passione nelle società occidentali. Simbolo di volontà di conquista e di attività, questo colore è in accordo col messaggio di potenza nella ricerca dell’Io interiore e delle risposte ai nostri interrogativi personali.
- Ritagliando al suo interno e tre figure geometriche (cerchio, triangolo, quadrato), questo simbolo può evocare la perfezione nella messa a punto di ogni cosa in noi, o semplicemente la perfezione del concetto artistico.
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Cross Seal (la croce dell'Echelon)
Esistono due versioni grafiche di questo simbolo.


La concettualizzazione grafica di questo simbolo racchiude i quattro glyphic, in rosso, e una croce nera, circondata da due cerchi (sempre rossi) e un quadrato (nella seconda versione).
Nell’alfabeto fenicio, questo segno si chiama TAW e significa 'il segno':

Nell’alfabeto runico, questo simbolo è 'gebo' e significa 'il dono':

Il 'Neutra', nella simbologia militare, serve ad indicare il territori nemici da neutralizzare:

La croce è anche il simbolo militare dei battaglioni di fanteria. Nella simbologia militare, secondo le lettere inserite al suo interno, il disegno può avere un senso diverso e dare informazioni sul grado dei soldati, il loro battaglione o la loro strategia militare.

La croce, ornata dai quattro glyphics, sembra dunque rappresentare il principio della federazione degli Echelon intorno a dei segni.
L’investimento degli Echelon è dunque, in qualche modo, un dono per neutralizzare le forze dei non believer.
È anche l’incrociarsi delle forze, essendo al tempo stesso il bersaglio e il punto d’impatto dell’azione.
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Rosa rossa
La rosa rossa è presente sul libretto della prima edizione di A Beautiful Lie.
Jared entra a volte in scena con un mazzo di questi fiori.
I fiori hanno una simbologia particolare. Ognuno ha il suo proprio significato.
Essi hanno sempre occupato un posto importante nella società e il loro significato viene spesso, ai nostri giorni, sfortunatamente nascosto dal semplice piacere degli occhi e dell’odorato. Questo non era il caso delle antiche civiltà e nemmeno dell’occidente, dove, fino alla fine del XIX secolo, i fiori venivano offerti in base al loro significato.
Il significato dei fiori è cambiato nel corso del tempo e non è lo stesso in tutte le culture. La presenza dei fiori nella mitologia, nella tradizione cristiana o nel Rinascimento rinvia gli uomini alla loro ricerca della bellezza, dell’armonia e della perfezione nutrita dal contatto con la natura.
Il fiore può rinviare a molti significati, a volte opposti: lo splendore effimero del fiore può esprimere la fragilità dell’esistenza umana, la vanità delle cose del mondo, le delizie di un paradiso perduto.
Inoltre, il colore associato al fiore amplifica il suo simbolismo e non può esserne dissociato.
Dall’antichità, la rosa è simbolo d’amore. Ancora oggi, resta un pegno d’affetto. Secondo i diversi gradi d’amore, divino o spirituale, intellettuale, platonico o spirituale, a ciascun tipo di rosa viene attribuito un significato particolare.
Simbolo dell’amore e del rispetto, simbolo di beatitudine e di sofferenza, la rosa rossa è senza dubbio il fiore carico dei simboli più ricchi di passione. Numerose leggende raccontano di come la rosa rossa abbia ottenuto il suo colore:
- I Romani credevano che Venere fosse arrossita quando Giove la sorprese mentre faceva il bagno, per cui la rosa, per imitazione, prese lo stesso colore.
- Al contrario, i Greci raccontano che Afrodite (madre di Phobos e Deimos), correndo, si graffiò presso un roseto bianco che prese il colore rosso quando il sangue caduto al suolo venne assorbito dalle radici.
Prima ipotesi
La scelta di questo fiore sul libretto di A Beautiful Lie si riallaccia senz’altro al tema della passione con la quale l’uomo è alla costante del Sé e delle risposte alle sue domande.
È una rosa con le spine, il che non è strano: prima di godere della bellezza delle proprie ricerche, l’uomo resta ferito dai suoi dubbi, a volte dolorosi, dagli interrogativi, e vede il suo cammino irto di ostacoli.
La rosa non è in boccio, ma si sta aprendo: simboleggia il dono del Sé, la lotta contro la prigionia, e il bisogno di aprirsi (a sé e agli altri).
Passione, amore, interrogativi, introspezione, ostacoli, estetismo artistico: questi temi riassumono l’essenza dell’album A Beautiful Lie.
Seconda ipotesi:
La scelta della rosa rossa può essere anche una strizzata d’occhio ai Depeche Mode, gruppo degli anni 80/90 la cui influenza è rintracciabile nei lavori dei 30 Seconds to Mars. Jared ne parla in diverse interviste.
Violator, uscito nel febbraio 19990, è una delle opere più compiute nell’evoluzione dei Depeche Mode.

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Maschera di Pierrot
Presente sulla copertina dell’edizione Deluxe di A Beautiful Lie.
Portata dagli Echelon in occasioni particolari.
Portata dai guerrieri samurai nel video di From Yesterday.
Portata dai membri del gruppo entrando in scena.
La maschera cade quando inizia lo show.
Perché una maschera? Perché la scelta della maschera di Pierrot?

Portare una maschera può significare diverse cose:
- Nascondere la propria personalità sotto un’altra apparenza, mascherare la propria realtà, aumentare la distanza tra la propria vita interiore e quella esteriore, creare una persona sovrapposta alla propria.
- Ma una persona non è già essa stessa una maschera? Nel teatro antico, gli attori portavano delle maschere la cui bocca fungeva da megafono. Queste maschere venivano chiamate 'Per sona' e la voce risuonava attraverso di esse. Dunque, se l’uomo è una persona, è anche la maschera che gli ha dato il nome.
In una delle sue opere, il dr. Deepak Chopra dice:
"L’opposto del riferimento al Sé è il riferimento all’oggetto. Esso ci porta sempre ad essere influenzati dagli oggetti esterni al Sé, vale a dire delle situazioni, delle circostanze, delle persone e delle cose. Il riferimento agli oggetti ci spinge costantemente a cercare l’approvazione degli altri. (...) Questa maschera prospera attraverso l’approvazione. Vuole il controllo perché vive nella paura. Il vostro vero Io, il vostro spirito, è libero da queste catene. È indifferente alle critiche. Non ha paura di nessuna sfida." ("The seven spiritual laws of success", 1994).
Lasciar cadere la maschera dell’Ego, per Deepak Chopra, significherebbe dunque assumere il proprio vero Io, affermare la propria autenticità di fronte al mondo e alle critiche.
Se si segue questa interpretazione, la moltiplicazione delle maschere sull’edizione Deluxe di A Beautiful Lie non è un caso. Probabilmente rappresenta l’umanità nascosta dietro la propria maschera sociale, maschera che cade di fronte all’autenticità del nostro vero Io, qui veicolato dalla musica.
Forse rappresenta anche l’Armata di Marte e i suoi misteri, che solo la creazione artistica permette di sciogliere.
Questa cover mostra però anche una cosa basilare, e cioè che siamo tutti uguali e anonimi nella società, e che solo la nostra autenticità (il nostro vero Io che lascia cadere la maschera dell’Ego) ci differenzia gli uni dagli altri, rendendoci ognuno unico e vivo.
"Be A Hero / Kill Your Ego" (Year Zero, primo album)
La maschera può anche rappresentare il mistero delle cose che ci circondano sulla Terra, o anche su Marte…
Vogliamo ricordare qui, just for fun, il misterioso volto scoperto su Marte il 25 luglio 1976 dalle sonde Viking 1 e Viking 2.

Questo 'volto' è situato nella regione di Simonia Mensae. Misura 2,5 km di lunghezza, 1,5 km di larghezza e 400 metri altezza.
Per il mondo scientifico, si tratta solo di un capriccio della natura, una collina che ha preso forma umana grazie ad un gioco di ombre e di luci.
Brian de Palma ha probabilmente utilizzato questo fenomeno per la concezione del suo "Mission to Mars", soprattutto per realizzazione delle scenografie del film.

Ultima ipotesi, questa volta in relazione alle influenze musicali dei 30 Seconds to Mars: la copertina dell’album dei Pink Floyd "Is there anybody out there? The Wall Live" uscito nel 1981 è costituita da 4 maschere modellate sui volti dei membri del gruppo.

Vi sono molte possibilità, la prima delle quali è una scelta dovuta alla facilità o un riferimento all’infanzia, essendo la maschera di Pierrot la più venduta al mondo e la più facile da trovare.La scelta di questa maschera è forse anche dovuta ai suoi colori (nero, rosso, bianco), che si adattano perfettamente all’estetica del gruppo.
Chi era Pierrot? C’è una motivazione in questa scelta?
- Tutti noi conosciamo il Pierrot ingenuo e innamorato di "Al chiaro di Luna", ma questo è apparso solo nel XIX secolo.
La filastrocca è inoltre stata modificata nel corso dei decenni, poiché nelle parole originali non si tratta di "Prête moi ta plume pour écrire un mot" (Prestami la tua piuma per scrivere una parola), ma di "Prête moi ta Lume pour écrire un mot" (Prestami il tuo lume per scrivere una parola). Di conseguenza il senso della filastrocca cambia completamente, poiché invece di cercare l’occorrente per scrivere, si cerca la luce perduta.
- Nella Commedia dell’Arte Pierrot si chiama Pedrolino e appare come un valletto ingenuo ma onesto. È un personaggio buffo e ricco dal punto di vista affettivo. Il suo più grande difetto è probabilmente la distrazione, all’origine della maggior parte dei malintesi della Commedia dell’Arte.
Burlone, si traveste volentieri, in genere da donna. Sa anche manifestare segni di grande tristezza, insieme alla golosità, di cui può dare prova: più piange, più mangia.
- Ultima curiosità, che probabilmente non ha nulla a che fare con i 30 Seconds to Mars, ma che ha il merito di mostrarci la faccia nascosta di un Pierrot leggendario: il "Pierrot lunaire" di Schonberg, compositore tedesco.
Melodramma composto a Berlino nel 1912, il "Pierrot lunaire" è una messa in musica dodecafonica (la prima della musica contemporanea) dei poemi eponimi di Albert Giraud.
Schonberg ha pianificato la sua opera in tre parti, scegliendo 21 poemi:
- Nella prima, Pierrot, incantato dalla Luna, ha delle visioni a carattere sia vagamente erotico che spirituale;
- Nella seconda, viene precipitato in un mondo da incubo, in cui si dedica al saccheggio e alla blasfemia;
- Nella terza, infine, torna al suo mondo, abbandonandosi alla nostalgia del passato.
L’opera è una combinazione affascinante di ironia satirica, terrore, violenza e nostalgia. "Pierrot lunaire" esprime dei sentimenti incoscienti agli antipodi: desiderio e crudeltà piacere e sofferenza, estasi e malinconia.
Delle contraddizioni che non sono estranee alla creazione artistica dei 30 Seconds to Mars, no?
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Carmina Burana
Ogni concerto dei 30 Seconds to Mars si apre sui Carmina Burana di Carl Orff. Momento grandioso, se non addirittura solenne per gli Echelon, i Carmina ricreano subito sulla scena l’affascinante universo dei 30STM.
Definizione globale dei Carmina Burana
I Carmina Burana , o Canti di Beuern, sono originariamente un manoscritto scoperto nel 1903.
Si tratta di una raccolta di canti laici in tedesco, francese e latino, composti da alcuni cosiddetti 'goliardi' (monaci spretati o studenti vagabondi).
I Carmina Burana sono composti da canzoni d’amore, canzoni per bere, per ballare, e anche canzoni religiose.
I Carmina Burana di Carl Orff
Cantata scenica composta nel 1935, il suo nome completo "Carmina Burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis", che significa "Canzoni di Beuern: canzoni profane per cantanti e coro che devono essere cantate con strumenti e immagini magiche".
O Fortuna, che serve da apertura ai concerti dei 30STM, è forse il movimento più celebre.
Il libretto di Orff contiene, come i Carmina Burana, dei testi in tedesco, francese e latino.
I temi trattati sono molteplici e universali.I temi profani, ad esempio, trattano dell’incostanza della fortuna, del potere e della ricchezza, della natura effimera della vita, della gioia portata dal ritorno della primavera, dei piaceri della carne, del gioco, della lussuria, dell’ebbrezza.
L’opera è basata soprattutto sul concetto della Ruota della Fortuna, accompagnato dal seguente adagio:
Regno, Regnavi, Tum fine regno, Regnabo (Regno, ho regnato, il mio regno è finito, regnerò).
La ruota della fortuna gira inesorabilmente, trasformando la gioia in amarezza, e la speranza in lutto, e viceversa. Un testo basato sulle contraddizioni e su un ciclo senza inizio né fine.
Tutto ciò non ci suona strano.
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Drago
Lo schizzo di un drago è visibile sul libretto dell’album A Beautiful Lie.

Il drago è un simbolo presente anche nel video di From Yesterday.

Corpo di serpente, artigli d’aquila o di leone, coperto di scaglie, ali di pipistrello o di rapace, il drago non è né maschio né femmina.
Creatura mitica, rappresenta da solo i 4 elementi: l’aria (le ali), la terra (poiché vive nelle sue viscere), il fuoco (che lui emette) e l’acqua (per via delle sue scaglie).
La parola drago, cioè "drakon", deriva da Derkomai che significa 'fermare con lo sguardo'. Il drago vede tutto, sonda l’ambiente che lo circonda fin nell’intimo dell’animo umano.
Il simbolismo del drago è diverso da cultura a cultura. È uno dei simboli animali più ricchi che ci siano.
Il contrasto è particolarmente marcato tra la civiltà occidentale e l’Asia.
Cultura occidentale: assimilato al diavolo e alle forza
Nelle rappresentazioni giudaico-cristiane, si vede spesso Satana e un drago fatti prigionieri da un angelo, simboleggianti la fede che trionfa sulle forze del male.
In questo modo, assimilato a Satana (il serpente della Genesi), il drago (legato all’Apocalisse) conclude un ciclo: il cerchio si chiude (cosa che ricorda stranamente l’Uroboro).
Nel Medioevo, la lotta contro il drago è una prova iniziatica.
- Il cavaliere che riesce a vincere il drago diventa padrone di tutte le forze della natura e rinasce come uomo nuovo.
- L’idea cavalleresca della lotta contro il drago è in effetti legata all’accesso a un tesoro. Si tratta però di un tesoro spirituale, non materiale: la libertà interiore.
Per via di questa natura doppia e degli esiti contraddittori, il drago è, nello stesso tempo, un nemico e un salvatore.
Nella mitologia greca, questa creatura era rappresentata con gli artigli da leone, le ali d’aquila e la coda di serpente.
Giasone lo ha sconfitto per impadronirsi del Vello d’Oro (il drago è qui legato ad una ricerca, e ad Argo-Argus, la nave di Giasone).
Nella mitologia nordica, il drago simboleggia la valenza e la forza.
In alchimia, rappresenta il cambiamento di stato e la trasmutazione.
Le sue ali sono il simbolo del mercurio, che può cambiare la terra (materia vile) in luna (argento) o in sole (oro).
In Estremo Oriente: è un simbolo del Bene, che favorisce la forza e il potere
Sarebbe l’apportatore di una bevanda che rende immortali.
Il drago cinese ha il corpo di serpente, le scaglie e la coda di pesce, le corna di un cervo, gli artigli d’aquila e gli occhi di un demone.
Quasi tutte le rappresentazioni grafiche o iconografiche dei draghi cinesi li rappresentano mentre giocano con una perla di fuoco.
Poiché governa i mari e gli oceani, può manifestarsi sott forma di tifone o di tornado.
Si dice che alcuni draghi inseguano il sole e la luna, provocando le eclissi (in astronomia, la testa e la coda della costellazione del Drago sono i nodi della luna, cioè i punti in cui hanno luogo le eclissi).
Un drago di fuoco condiziona la vita con i suoi umori: si fa giorno quando apre gli occhi, si fa notte quando li chiude. Il suo respiro è all’origine delle tempeste, i tuoni sono la manifestazione della sua collera o di combattimenti con i suoi simili.
In botanica e in agricoltura il drago rappresenta il ciclo della vegetazione secondo le sei tappe della vita vegetale:
- il drago invisibile: il seme piantato rappresenta la creazione non ancora espressa
- il drago dei campi: il seme cresce ma ancora invisibile
- il drago visibile: il seme spunta dalla terra
- il drago che balza: la pianta cresce e dà i suoi frutti
- il drago che vola: simboleggia il polline che si disperde
- il drago che plana o Re Drago celeste: colui che tutto ordina
In Cina esistono 9 tipi di draghi: il drago celeste, il drago spirituale, il drago dei tesori nascosti, il drago sotterraneo, il drago alato, il drago con le corna, il drago avvolto a spire, che abita le acque, il drago giallo, che ha favorito la diffusione della scrittura, e il drago Longwang, o Re Drago.
Simbolo dell’imperatore per la maggior parte delle dinastie cinesi, il drago fa parte dei miti fondanti di questa civiltà. Tutti gli imperatori hanno regnato sotto il segno del drago, ricevendo in questo modo il 'mandato del Cielo'. Il drago è la manifestazione dell’onnipotenza imperiale: il Volto del Drago designa l’imperatore, la Perla del Drago la saggezza del capo, la perfezione del suo pensiero e dei suoi ordini.
Conclusione
L’inserimento del drago tra i simboli dei 30 Seconds to Mars non è certamente casuale. Esso raggruppa diversi temi già toccati dagli altri simboli: la somiglianza con l’Uroboro, il suo ruolo di vettore verso il cambiamento e la trasformazione, legato al Provehito In Altum, il simbolo di potenza, vicino all’Arrow, il suo ruolo di guardiano del tesoro (cfr. il Grifone) e la sua rappresentazione della perfezione, assimilabile alla Fenice.
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Uroboro

L’Uroboro è una figura della simbologia dei 30 Seconds to Mars apparsa nel 2006 durante la tournée Forever Night Never Day (stendardo sul fondo della scena in alcuni concerti).

È la rappresentazione di un serpente che si morde la coda.
Le prime immagini di questa creatura risalgono al 1600 AC e avrebbero avuto origine in Egitto. Da lì, si sarebbero diffuse presso i Fenici e i Greci, che chiamarono questo strano serpente Uroboro che in greco significa appunto 'colui che si morde la coda'.

Questo serpente si ritrova anche nella mitologia scandinava, dove il suo nome è Jormungandr, e nelle leggende indiane, dove ha forma di dragone.
L’Uroboro ha molti significati.
Il più evidente, quello del serpente che si morde la coda e si divora, simboleggia la natura ciclica dell’universo:
- La creazione che ha origine dalla distruzione, la vita che ha origine dalla morte e viceversa
- L’Uroboro si mangia la coda per restare in vita, in un ciclo eterno di rinnovamento. Sarebbe dunque il simbolo del tempo ciclico e della continuità della vita.
Un parallelo importante è anche quello col simbolo del cerchio, presente in due dei quattro glyphics dei 30 Seconds to Mars.
Altri simboli o idee vi possono essere associati, dei quali stendiamo qui una lista non esaustiva che ognuno può interpretare a suo modo, contestualizzandola con l’universo del gruppo.
- La natura ciclica delle stagioni
- Il succedersi del giorno e della notte
- L’autodistruzione
- La disintegrazione e la reintegrazione
- La verità e la conoscenza assolute
- L’androginia
- Il potenziale tra il niente, la scintilla e la creazione
- La totalità
- L’unità
- L’autosufficienza
- L’inizio e la fine come due principi continuamente concatenati. L’Uroboro rappresenta allora il conflitto presente nelle nostre vite, dall’inizio alla fine: "Il mio principio è la mia fine", nel senso che la vita si nutre di se stessa, che ci sono delle connotazioni positive e negative in ogni aspetto della nostra evoluzione (biologica e psicologica).
L’Uroboro è qui l’immagine di tutte le nostre azioni durante il ciclo della vita.
Si nasce, si cresce, si impara, si sopporta, si subisce, si muore, ma in un ciclo, non in maniera lineare con un inizio e una fine chiaramente indicati.
Questa rappresentazione plasma le nostre vite attirandole verso qualcosa che ci eleva, attraverso una serie di movimenti che si ripetono: "As above, so below", o "Per stare sopra, resta sotto".
Dietro questa riflessione, si cela anche la metafora del potenziale affascinante e terrificante del nostro cervello, nutrito di pensieri ricorrenti e a volte contraddittori, ciclici, che possono persino far precipitare il genio in follia.
In alchimia, infine, l’Uroboro è un sigillo purificatore. Simboleggia l’unità eterna di tutte le cose, incarnando il ciclo della vita (nascita) e della morte.
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Colori: nero, bianco, rosso
Tre colori dominano l’universo visuale dei 30 Seconds to Mars: il nero, il rosso e il bianco.
Sono presenti in tutta la simbologia:
- I glyphics, l’Arrow, il Trinity, la rosa dell’album A Beautiful Lie, la Fenice Mitra. Sono dominanti nella concettualizzazione del merchandising, delle wristband o nei vestiti degli Echelon, sui libretti dei cd e sulle maschere.
- Gli abiti di scena e il dress-code dei concerti non fanno deroghe alla scelta di questi colori.
- Le chitarre di Jared, Pythagoras e Artemis, sono rispettivamente bianca e nera, e i glyphics che le ornano sono bianchi o rossi, a seconda del modello.
- I video (in From Yesterday, ad esempio, c’è un’evidente dominanza di questi colori).
L’estetica dei 30 Seconds to Mars passa dunque anche attraverso l’armonia o la contraddizione dei colori. Ma cosa significano?
- Nelle società occidentali il colore nero ha una connotazione spesso negativa, nella misura in cui aspira all’oscurità, al nulla, allo sconosciuto, al non visibile, a ciò che non si può discernere. I termini che gli vengono più spesso associati sono i seguenti: morte, lutto, notte, mistero, monotonia, tristezza, angoscia, nobiltà, distinzione, eleganza, silenzio.
- Nell’antico Egitto, contrariamente alla simbologia cristiana, il nero (kem) non aveva questa connotazione.
"Anche se è il colore della notte e del regno dei morti, è prima di tutto il simbolo della rinascita e della fertilità. Il nero, colore del limo fertile, apportato dalla piena annuale del Nilo, è in effetti fortemente legato alla simbologia della rinascita. Il limo, depositato sulle sponde, permette alle colture egiziane di 'rinascere' dopo una stagione di siccità in cui le piante sembrano 'morire'. Questo limo, vitale per quel popolo di agricoltori, darà origine all’antico nome dell’Egitto, kmt (kemet), il (terreno) nero. Le divinità legate ai miti della morte e della rinascita, come Osiride e Anubi, erano spesso rappresentati con la pelle nera. Quelli legati ai miti della fertilità, invece, erano rappresentati sia con la pelle nera che verde (altro colore simbolo di fertilità). Il nero è anche il colore del manto ornamentale dei tori sacri Api e Mnevis."
- In Cina il nero è il colore dei ragazzi giovani.
- In alchimia, il nero è il primo colore della trasformazione. Nella sequenza alchemica, il nero è spesso associato alla reazione chimica della coagulazione. Per questo motivo, il nero può essere identificato con la materia, e in particolare con le qualità impure della materia. Il alchimia, può rappresentare anche la notte nera dello spirito prima della creazione di tutto, il punto da cui parte la trasformazione.
- Nelle società occidentali, il bianco è sinonimo di elevazione e di purezza, veicolando l’immagine positiva della verginità, di ciò che non è ancora scritto e resta da costruire, di ciò che non è contaminato da niente. I termini che più spesso gli sono associati sono: purezza, innocenza, castità, ricchezza, silenzio, infanzia, divinità, luce, chiaroveggenza.
- Nell’antico Egitto, "Il bianco (hedj) è il simbolo della gioia e dello sfarzo, ma anche della purezza rituale richiesta per il culto. Ricorda il colore dell’aurora, la luce che trionfa sull’oscurità. Rappresenta anche l’oro bianco del quale sono fatti la carne e le ossa degli dei. Il bianco è anche il colore della corona dell’Alto Egitto, l’hedjet, che viene inserita nella coronna rossa del Basso Egitto per formare lo pschent. Ma il bianco è anche il colore delle bende che avvolgono le mummie e per estensione quello del lutto."
- Al contrario del nero, che nel linguaggio alchemico rappresenta la coagulazione e le impurità della materia, il bianco è il secondo passo della sequenza dei colori degli alchimisti: quello della materia nel suo stato purificato. Il bianco è dunque associato alla reazione chimica della calcificazione e della purificazione.
Il rosso è un colore caricato di un forte simbolismo. Rappresenta la passione, la potenza, la proibizione, il pericolo, la virilità, il coraggio, l’azione, la forza, la lotta, il sangue, la velocità.
- In Egitto, "il colore rosso è simbolo della violenza, del deserto, del sangue e della morte, ma anche della vittoria. È il colore del dio Seth, il distruttore, di cui si diceva che avesse i capelli rossi."
- In alchimia, il rosso è il colore associato alla pietra filosofale, strumento che permetterebbe la trasformazione dei metalli in oro. Il rosso è dunque associato alla sublimazione.
- In Cina, il rosso è associato alla fortuna e alla festa.
- In India, è simbolo di purezza.
Nella sua opera 'Des couleurs symboliques dans l’Antique, le Moyen Age et les temps moderns' (Parigi 1957), A. Portal procede alla seguente analisi:
"L’analisi di partenza sarà quella del principio fondamentale della luce e dell’oscurità, rappresentati dal bianco e dal nero. Il bianco non è un vero e proprio colore, ma si ricollega all’emanazione, alla diffusione della luce divina del sole, la quale può essere definita di un bianco luminoso. Il nero è considerato come la negazione dei colori e il risultato della loro calcinazione, e come legato allo spirito delle tenebre. Questo principio duale è proprio del divino. La luce esiste solo attraverso il fuoco, il cui simbolo è il rosso. Il bianco e il rosso dominano il luogo dell’amore, della malinconia, della volontà, dell’esistenza in sé. Il bianco significa saggezza divina, mentre il rosso è il simbolo dell’amore divino. La creazione dell’universo scaturisce da queste caratteristiche."
(dal sito colorsystem.com)
Ognuno di noi è libero di vedervi le proprie interpretazioni e rappresentazioni, ma sembra evidente che l’associazione di questi tre colori non sia casuale.
Le contraddizioni del mondo, e le contraddizioni in noi stessi, sono rappresentate dal nero e dal bianco.
Il rosso, pietra filosofale dei 30 Seconds to Mars, è il colore che ci dà la forza e l’energia necessarie per lottare con passione e avanzare nella nostra ricerca interiore.
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Numberi: 30, 3, 6277, 0
Il numero 30 è legato allo sviluppo personale: concerne l’umanità, alla quale è legato.
Significa che i tre aspetti della personalità (che sono il mezzo di contatto col mondo tangibile):
- corpo fisico
- corpo emozionale
- corpo mentale
hanno raggiunto il loro pieno sviluppo e che adesso devono mettersi al servizio dell’uomo interiore: l’Io profondo (3+0 che rappresenta il ciclo interiore).
Il 3 rappresenta la sintesi, dopo il 2 che rappresenta l’opposizione della tesi e dell’antitesi.
Il 3 simboleggia la compiutezza, la realizzazione, la finitezza:
- dopo l’1, simbolo della creazione;
- poi il 2, simbolo della bipolarità.
Il 3 rappresenta la transizione del presente fra il passato e il futuro e la nascita delle tre dimensioni del mondo come noi lo conosciamo (il volume di un oggetto si calcola attraverso tre dati, lunghezza, larghezza, altezza).
In alchimia o in esoterismo è rappresentato dal triangolo equilatero o ascensore cosmico, che permette a tutte le cose di elevarsi e diventare più di quello che sono.
In senso spirituale, il 3 è legato alla magia, all’intuizione, alla fecondità. Evoca l’espressione, la versatilità, e la pura gioia della creazione.
"Enjoy your Stay and please Stay out of Room 6277" (video di The Kill)
La possibile interpretazione di questo numero (nel contesto di The Kill) è sviluppata nel topic dei video. Viene citato anche in From Yesterday (Matt dice che hanno 6 minuti e 27,7 secondi di ritardo): vedere l'interpretazione del video per l'interpretazione relativa.
Sulla tastiera di un telefono, le lettere alle quali corrispondono i numeri 6 2 7 7 sono M A R S.
Per la simbologia delle cifre in 6277:
- Il 6 rappresenta l’imperfezione.
- Il 2 rappresenta il raddoppiamento di 1. L’1 e la sua immagine creano il 2, la dualità, la differenziazione. Il 2 allude al duo, alla coppia, o al doppio di sé. È assimilabile anche alla mutazione, alla simmetria, e all’armonia o alle contraddizioni (manicheismo: bene/male). Inoltre, nella retorica, rappresenta l’antitesi in risposta alla tesi (legata all’idea prima, dunque l’1). Infine, il 2 è la base del primo ritmo possibile, il ritmo binario.
- Il 7, contrariamente al 6, rappresenta la perfezione: i 7 giorni della settimana, i 7 astri che governano lo zodiaco, le 7 note, i 7 colori dell’arcobaleno, i 7 sistemi cristallini, i 7 chakra, i 7 peccati capitali, i 7 oceani, il 7mo cielo. Il 7 è il simbolo della compiutezza. Il 77 può rappresentare i sacrifici che si compiono in vista dell’espiazione.
In Year Zero.
Lo zero rappresenta il nulla (Nulla creatore) dal quale nascono le cose: è l’origine primitiva.
È il simbolo del niente, ma portatore di potenzialità non ancora espresse. È lo spazio nel quale le cose non sono ancora create, ma lo saranno.
È il punto di partenza di un ciclo: bisogna sempre passare per lo zero per terminare un ciclo e cominciarne un altro.
La forma grafica dello zero è quella del serpente Uroboro, simbolo di ciò che è continuamente rinnovato.
La forma dello zero è anche la base grafica dell’8, che rappresenta l’infinito.
In numerologia, lo zero è l’immagine dell’universo in potenza, la realtà invisibile, lo stato embrionale.
Nell’antico Egitto, era il simbolo della creazione universale, "nel quale si trova l’origine e la radice della natura eterna".
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Find the Argus Apocraphex
La ricerca è iniziata nel 2002, quando la Band ha pubblicato i primi singoli.
Find the Argus Apocraphex è una frase che possiamo trovare nei libretti dei loro due album.
Nella prima edizione di A Beautiful Lie la frase è scritta nelle pagine centrali del libretto, sulla pagina sinistra per la precisione, in basso. È scritta a specchio, cioè al contrario.
Nella versione uscita nel febbraio 2007 si trova sulla penultima pagina, in basso a destra, vicino alla piegatura (qui è scritta nel verso giusto, non a specchio).
Questa frase è accompagnata, nei cd, da altre due formule: To the Warriors and the Keepers of the Gate - We await e Provehito In Altum.
Jared e Shannon hanno detto in diverse occasioni che l’Argus Apocraphex è un antico manoscritto, leggendo il quale era possibile sentire la connessione con la natura delle cose e con la Natura stessa.
Hanno anche aggiunto che hanno sentito parlare di questo libro leggendo la tesi di un professore di Harvard su Internet, e che si trattava di una cosa molto facile da apprendere.
Argus potrebbe derivare dal termine Argo.
- Nella mitologia greca, Argo era il nome della nave su cui Giasone e gli Argonauti partirono alla ricerca del Vello d’oro.
- Argo possedeva il dono della parola e della veggenza, poiché costruito con legno di quercia dell’Oracolo di Dodone.
- Argo e il suo equipaggio erano protetti dalla dea Era, un’immagine della quale era a prua della nave.

- Argo era il nome delle navi vichinghe.
- Era anche, per estensione di queste immagini di navi, il nome di una costellazione: la Nave Argo, una delle più grandi costellazioni elencate e descritte da Tolomeo. Nel 1750 questa costellazione è sparita dai cieli sotto la sua forma originaria ed è stata divisa in tre costellazioni più piccole: la Carena, la Poppa e le Vele.
- È anche possibile che Argus prenda il nome da Argos Panoptes, figlio di Arestor e di Micenea e guardiano di Io. Argos era un gigante dotato di cento occhi, cinquanta dei quali dormivano a turno, mentre gli altri cinquanta vegliavano. Fu ucciso da Ermes su ordine di Zeus. Ermes andò a trovare Argos e lo fece addormentare raccontandogli una lunga storia accompagnato dalla sua arpa. Non appena Argos si fu addormentato, Ermes gli tagliò la testa. Argos Panoptes, nonostante possedesse cento occhi aperti sull’esterno, morì nell’ignoranza. In effetti, la sua visione e il suo potere sul mondo non gli davano nessun potere su se stesso. (Omero, L’Iliade; Ovidio, Le Metamorfosi).
Come Argo, anche Apocraphex deriverebbe da un antico termine greco: apòkryphos, cioè apocrifo, che significa "nascosto", "tenuto segreto", o "la cui autenticità non è ancora stabilita".
Il termine viene utilizzato per indicare i testi non riconosciuti come appartenenti alla Bibbia al momento della traduzione dall’ebraico in greco. Questi libri vengono chiamati 'deuterocanonici'. Alcuni libri inoltre non sono mai stati nemmeno recepiti come deuterocanonici. Non sono riconosciuti da nessuna Chiesa e perciò sono chiamati apocrifi o pseudoepigrafi. Essi vengono oggi definiti Scritti intertestamentari.
Associando il termine Argus (Argo) e Apocraphex si possono dedurre diverse cose:
- I due termini associati potrebbero significare "Trovate la costellazione perduta" (in riferimento a quella di Tolomeo, oggi divisa in altre tre costellazioni);
- Oppure "Trovate la nave per raggiungere lo sconosciuto e il segreto", che sembra più vicino al Provehito In Altum;
- Trovando l’Argus Apocraphex trovate voi stessi. Voi stessi, che siete il vostro più grande mistero (= ciò che l’Argos Panoptes non ha saputo fare, malgrado la sua visione sul mondo esteriore).
Ognuno deve perciò accedere alle proprie risposte nell’infinito dell’universo.
In effetti, se si insiste sul significato del termine 'Argo' legato al mito di Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro (mito vicino, per quello che riguarda il concetto di ricerca, a quella di Artù e del Graal, o ancora a quella della pietra filosofale da parte degli alchimisti), allora il significato dell’Argus Apocraphex come rivelazione di un tesoro o di una risposta nascosta in sé potrebbe avere senso.
Nei miti, tutte le ricerche riconducono sempre l’eroe a se stesso e alla propria realizzazione, e nella ricerca la cosa importante non è l’oggetto da trovare, ma la metafora della realizzazione dell’uomo che vi è legata.
Una volta che la ricerca è terminata, l’eroe ne esce più grande, elevato, come se fosse rinato o avesse ricevuto un’illuminazione interiore che gli porta serenità: la serenità di sapere che egli è veramente ciò che deve essere.
L’Argus Apocraphex è l’ultimo simbolo del nostro percorso spirituale, che, secondo noi, si avvicina molto alla bibliografia legata al concetto dei 30 Seconds to Mars.
Certamente non si tratta di un libro, ma semplicemente di un modo di vivere, una religione personale che ognuno deve sviluppare. Dunque non è nient’altro che una metafora.
Oppure, una sorta di anagramma o un criptogramma, cioè l’associazione di una teoria mitologica spirituale (nel senso di una ricerca del Sé) e di un anagramma…
L’Argus Apocraphex è senz’altro il più grande mistero dei 30 Seconds to Mars.
Tuttavia, la ricchezza di un mistero risiede proprio nelle numerose supposizioni che si possono fare nel tentativo di svelarlo, cosa che un gran numero di Echelon tenta di fare, noi compresi.
Certamente non arriveremo mai a sapere cos’è questa cosa, tanto il mistero è fitto, ma come Jared ha detto in molte interviste, "l’importante nel viaggio non è per forza la destinazione, ma il cammino che vi conduce lì".
Per cui, andiamo avanti.
La ricerca dell’Argus Apocraphex raggruppa diverse supposizioni e teorie, che riassumiamo brevemente qui:
1) L’Argus Apocraphex sarebbe, originariamente, un libro o una tesi. Jared e Shannon dicono di aver scoperto questo libro su Internet, e che il suo autore sarebbe un professore di Harvard. Leggendo questo libro, sarebbe possibile sentire la connessione con la natura delle cose e con la Natura stessa.
Logicamente, tutti gli Echelon internauti del mondo hanno cercato questo libro. Alcune delle strade aperte si sono rivelate molto interessanti, anche se per il momento nessun libro vero e proprio dal titolo Argus Apocraphex è stato trovato.
2) La seconda supposizione riguardo l’Argus Apocraphex risiederebbe in una sorta di ricerca personale, filosofica o spirituale, nel senso di realizzazione di sé. Rifacendoci alla supposta etimologia dei termini, l’Argus Apocraphex sarebbe una metafora del trovare se stessi, di partire alla ricerca del proprio Io profondo, in vista di una 'illuminazione' (nel senso di rivelazione). Queste supposizioni corrispondono a molti dei testi dei 30STM, così come al loro universo visuale (come nel video di From Yesterday). Queste teorie sono riassunte nel motto Provehito In Altum.
3) La terza supposizione si orienta intorno a un anagramma o a un crittogramma. Anche in questo caso, molti Echelon hanno varie combinazioni possibili, persino con dei programmi appositi, ma niente che abbia un senso è stato trovato.
Poiché l’universo del gruppo ruota attorno a delle grandi contraddizioni e molti dei loro riferimenti o 'codici' rappresentano il Tutto e il suo Contrario, ad esempio:
- universale / personale
- ricerca di una sorta di verità in Sé / una bella bugia
- la realtà / il sogno
- la battaglia interiore / esteriore
- "Save me" / "Don’t save me"
- Sun Tzu / Dr Seuss
- unity divides / division will unite
- contraddizioni nei colori
- tema del doppio e della dualità
Ci siamo dunque chiesti se l’Argus Apocraphex non potesse anch’esso essere costruito su una contraddizione, vale a dire:
- una teoria seria, spirituale, personale, fondata su qualcosa di molto profondo ed elaborato, e
- un grande scherzo sotto forma di ricerca, un gioco in connessione con gli Echelon, che farebbe riferimento a un dettaglio molto particolare al quale non penseremmo mai e che ci sfugge, troppo presi come siamo dal cercare al livello della mitologia e della simbologia.
È dunque possibile che l’Argus sia qualcosa a questo livello: una cosa molto importante al livello del messaggio da far passare, ma virata verso la derisione per quello che riguarda la codificazione.
Se la versione seria dell’Argus Apocraphex riconduce alla riscoperta del Sé, allora questo lato della scoperta è già stato ampiamente esplorato (vedere la board ufficiale e i vari forum).
Al contrario, quella che chiamiamo la 'seconda faccia' dell’Argus Apocraphex, cioè lo 'scherzo' e il 'gioco' è ancora in sospeso.
Abbiamo parlato di anagramma. Effettivamente ci sembra strano che Jared, appassionato di cultura greca e mitologia, abbia preso in considerazione un’espressione come "Argus Apocraphex", che è greco senza però esserlo. Per una persona che conosce l’universo ellenico, si tratta di un barbarismo.
Argus Apocraphex suona molto come un anagramma, o come una parola inventata.
Ecco dunque la nostra teoria, molto particolare, ma nella quale noi crediamo.
Abbiamo considerato la ricerca dell’Argus Apocraphex all’interno di un approccio sistemico. In effetti, in alcuni casi, lo schema di causalità lineare serve per spiegare il funzionamento di un insieme, di tratti di un essere vivente o di un sistema (il sistema è qui il concetto dell’Argus Apocraphex nel suo insieme).
L’approccio sistemico è un campo interdisciplinare relativo allo studio di oggetti complessi 'refrattari' ai normali approcci di comprensione e che permette di avere un quadro d’insieme, prendendo in considerazione e incrociando tutti i parametri in rapporto con l'oggetto.
Ecco la nostra sintesi: Nei suoi ringraziamenti, Jared nomina Deepak Chopra, scrittore filosofo e medico che nei suoi lavori ha elaborato una teoria sulla credenza in un dio personale (quello che ognuno ha in sé). Le teorie di Deepak Chopra sono un incrocio fra i suoi studi e la fisica quantistica.
Considerando Chopra in rapporto all’universo dei 30STM (e considerando la teoria dell’AA come una teoria di sviluppo personale), abbiamo cominciato a domandarci se non potesse esistere un rapporto di causa/effetto tra i testi dei 30STM, le teorie di Chopra, i video e i loro messaggi, la mitologia, i ringraziamenti a Budda e a Gesù Cristo (ritenuto da Chopra uno dei primi esempi di illuminazione e rivelazione interiore), la simbologia del gruppo, la grandezza, il segreto, l’elevazione. Aggiungete a tutto questo il senso dell’umorismo del gruppo, il suo modo di confondere le tracce, di lanciare delle piste e di aspettare che vengano esplorate...
Nessuno ci dice se Jared sia convinto o meno delle teorie di Deepak Chopra, ma quello che invece è sicuro è che le sue teorie si avvicinano molto ai testi di Hermann Hesse, del buddismo e dell’induismo (opere letterarie e concetti in cui il personaggio principale raggiunge un alto grado di elevazione spirituale, come quello che succede nel video di From Yesterday, che ricordiamolo, è la chiave dell’AA trovato dalla board).
Inoltre, Chopra è professore all’università di Harvard, dove tiene delle conferenze. Jared e Shannon sostengono di aver trovato questo manoscritto su Internet, e che il suo autore è un professore di Harvard. Deepak Chopra possiede un MySpace, e i bollettini che pubblica contengono a volte messaggi interessanti sulla condizione umana, la pace, l’auto-realizzazione, la natura.
Infine, Chopra ha iniziato a scrivere dopo la fine degli anni ’80, cosa che concrea anacronismi per un’eventuale influenza sull’universo dei 30 Seconds to Mars.
Se Jared e Shannon prendano sul serio l’opera di Deepak Chopra, non lo sappiamo.
In ogni caso, abbiamo trovato un anagramma che, per noi, riassume l’Argus Apocraphex sia sotto l’aspetto 'spirituale' che 'scherzoso'.
Questo anagramma è una strizzata d’occhio allo scrittore le cui teorie sono forse vicine al messaggio che i 30 Seconds to Mars vogliono far passare. Eccolo:
ARGUS APOCRAPHEX
APEX SUGAR CHOPRA
FIND THE APEX SUGAR CHOPRA
In inglese, 'apex' significa 'sommità', 'il punto culminante', il 'nirvana', 'la punta situata sulla cima di un triangolo isoscele' (la Freccia?). In pratica, l’illuminazione.
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Artemide e Pitagora
Naturalmente non possiamo avere un’idea precisa del perché Jared abbia battezzato le sue chitarre proprio con questi nomi specifici: bisognerebbe chiederlo a lui, ma anche allora credo che dovremmo soppesare l’eventuale risposta perché tende a inventarsi anche le cose sul momento se la domanda che gli si pone gli sembra che vada troppo 'sul personale'.
Sappiamo che lui è appassionato di mitologia e forse proprio da questo viene il nome di Artemis. Artemis (in greco, in italiano Artemide), è la figlia di Zeus e di Leto, una dea della stirpe dei titani. Artemide è la sorella gemella di Apollo (dio della luce, associato alla medicina, alla musica, alla poesia e all’ispirazione poetica), era la vergine dea della caccia, delle foreste, degli animali selvatici. Era anche abbastanza incazzosa, se ci passate il termine, quindi può questo potrebbe essere un’altra caratteristica che è piaciuta a Jared.
Ogni tanto si trova scritto Pythagarus, ma siamo pressoché sicure che il nome giusto sia Pythagoras, visto che è scritto nel sito del costruttore e che nel Booklet Jared ringrazia, tra gli altri, Pythagoras.
Pitagora fu un matematico (quello del famoso teorema), ma anche filosofo e mago. Facendo un riassunto da Wikipedia, gli antichi biografi gli attribuirono una natura semidivina, in quanto si riteneva che compiesse prodigi, come guarire dalle malattie. Non lasciò scritti perché era convinto sostenitore della superiorità della tradizione orale rispetto alla scrittura. Tra l’altro, Pitagora sostenne che la natura ultima della realtà fosse matematica. I pitagorici, (secondo Aristotele) dicevano che ‘il mondo intero fosse armonia e numero’. Pitagora maturò infatti la convinzione che le cose fossero numeri proprio dallo studio della musica, della matematica e dall’astronomia. In particolare, essendo un virtuoso della lira, notò come gli accordi musicali fossero esprimibili in termini di rapporti tra numeri interi. Vide la stessa armonia riflessa nell’universo e non esitò a parlare di armonia generale del cosmo. Magari tutto ciò ha eccitato la mente curiosa di Jared e ha acceso la sua passione per Pitagora (tra gli altri). In più, se non bastasse, il caro filosofo era pure vegetariano (come Jared) e sembra sia proprio stato il primo a teorizzare l’essere vegetariano come stile di vita.
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Video: The Kill
Ciò che si può dedurre, è che il gruppo decide di isolarsi tre giorni in questo hotel, affinché Jared possa scrivere.
I tre giorni si trasformano in una settimana, durante la quale si verificano strani avvenimenti.
Proprio come in Shining, l’avanzamento del video ci fa comprendere che l’omicidio della giovane donna commesso in precedenza nell’hotel (camera 6277) torna alla superficie grazie al potere psichico o sovrannaturale dei personaggi.
Se si fa l’analogia col film di Kubrick, poiché lo scrittore Jack Torrance era l’assassino del passato (o la sua reincarnazione), Jared è a priori l’assassino. La silhouette che, all’inizio del video, si dilegua nel corridoio è perciò un fantasma o il suo doppio che non tarderà a manifestarsi.
Il vecchio uomo è un messaggero, colui che avvisa. E’ probabilmente il redattore del messaggio di raccomandazione (“Enjoy your stay…”).
Shannon è un vettore della comunicazione sovrannaturale, è il primo ad avere delle intuizioni e delle visioni. Questo “shining” si propaga a tutti a partire dal momento in cui bacia la ragazza nel bagno.
Matt e Tomo completano questa visione con le loro esperienze faccia a faccia con i loro doppi.
Jared lotta col proprio in maniera significativa, con un rapporto verbale e fisico che termina con uno scambio di sguardi perplessi… Chi sconfiggerà chi?
La risposta è lasciata allo spettatore, ma possiamo ritenere che l’apparizione al ballo dei quattro membri del gruppo in costume, di fronte ai loro doppi, anch’essi in costume, può significare:
- la vittoria di ciò che è nascosto su ciò che è visibile
- l’oscuro che si rivela alla luce, e questo messaggio non deve essere considerato necessariamente negativo (accettare il proprio lato oscuro fa progredire l’individuo – il bene non esiste senza il male)
- la caduta nell’incosciente, in ciò che avviene dietro le quinte.
L’interpretazione seguente è basata su diversi criteri, i quali ci permettono di individuare il senso del video. In particolare applicheremo la teoria di Jung.
A) I profili psicologici
Se si considerano i criteri stabiliti da Jung, ogni personaggio di The Kill potrebbe corrispondere a una funzione psicologica (pensiero, sentimenti, intuizione, sensazione).
Le reazioni di ognuno dei membri del gruppo (da considerare qui come degli attori, anche se li chiameremo con i loro veri nomi) di fronte a strane manifestazioni o al paranormale ci possono permettere di individuare il loro profilo.
Forse ci sbagliamo, ma:
- Shannon potrebbe rappresentare il profilo psicologico della “sensazione”, poiché lui è il primo a notare l’atmosfera “strana” dell’hotel. E’ lui a prendere la busta con la raccomandazione, ignorata dagli altri tre, a chiedere a Matt e a Tomo (quando Jared non c’è) se non abbiano notato niente di strano e è il primo a connettersi fisicamente con un fantasma o apparizione (la ragazza nel bagno). La sua funzione del reale gli fornisce una certa “chiaroveggenza” e si pone come il punto di partenza delle altre connessioni.
Se non avesse preso la busta che consigliava di restare lontano dalla camera 6277 certamente non sarebbe mai andato in quella stanza, non avrebbe visto la ragazza, non l’avrebbe baciata e non avrebbe avuto la prima visione, che dà poi il via a tutte le altre (Jared, Matt e Tomo vedono i loro doppi solo dopo Shannon).
- Matt potrebbe rappresentare il profilo dell’ “intuizione”, una funzione di comprensione spontanea, non riflessiva, che viene dall’incosciente. Fin dall’inizio del video, Matt sembra guidato naturalmente verso la sala circolare in cui si trova il bar.
La seconda volta che vi si reca, sono ancora presenti delle tracce di una festa. Senza mostrare troppa sorpresa o angoscia, si siede al bar, dove incontra il suo doppio e insieme bevono,
La connessione avviene nell’accordo, in pace e consensualmente: il personaggio di Matt dunque giudica positivamente il suo doppio, senza cercare di lottare o arrivare a una giustificazione logica.
- Tomo potrebbe rappresentare il profilo del “sentimento”, nel senso dell’affetto che ci trasmette il valore che le cose hanno per noi.
Fin dall’inizio, Tomo sembra impermeabile all’atmosfera dell’hotel e ai vari fenomeni. Cronologicamente, è il primo ad essere seguito (mentre va sullo skateboard), ma non se ne rende conto. E’ in seguito l’ultimo a vedere il suo doppio, in un atteggiamento strano: un uomo e un oggetto (l’orso).
Tomo, togliendosi gli occhiali (che ha portato per tutto il video) stabilisce un rapporto tra il soggetto e l’oggetto, che può accettare o rifiutare.
Vedendo l’espressione terrificata sul suo viso, possiamo dedurne un sicuro choc emotivo, reso ancor più marcato dal fatto che avviene nel silenzio (niente musica in questo momento).
- Jared potrebbe rappresentare il profilo del “pensiero” (cioè l’intelletto), che ci indica il significato delle cose percepite.
Jared ha una reazione di collera e di lotta di fronte al suo doppio, poiché ha subito capito chiaramente che si tratta dell’ombra della sua personalità che rivendica la sua esistenza.
Ha forse già immaginato questo incontro dietro la sua macchina da scrivere?
La lotta non avrebbe motivo di avvenire se l’intelletto di Jared non avesse legittimato l’esistenza di questo doppio. Lui è l’unico personaggio che, più che un effetto di sorpresa nel “vedersi”, reagisce di conseguenza senza veramente fallire, come se si trovasse di fronte a un personaggio reale: gli parla, lo afferra per primo, lo spinge contro il muro.
B) Gli archetipi
L’incosciente di ogni individuo entra in contatto con l’incosciente collettivo.
Le reazioni di ognuno dei 4 membri del gruppo differiscono in funzione del loro profilo, ma i differenti archetipi diventano qui buoni o cattivi secondo i personaggi.
Lista degli archetipi presenti in The Kill:
- Il Bene, il Male
- La Morte
- Il vecchio saggio
- L’orso
- La donna fatale
- I gemelli
Gli archetipi affrontati dai 30STM hanno lo scopo di mettere lo spettatore di fronte all’incosciente collettivo. Noi tutti abbiamo, infatti, un riferimento personale in rapporto ai temi elencati sopra.
In un approccio intellettuale, probabilmente il gruppo cerca di porci in una situazione d’analisi, per vedere dove il suo pubblico si situa al livello dell’interpretazione (e questa è certamente una parte della ricerca dell’Argus Apocraphex).
Alcuni potrebbero pensare che tutto questo è tirato per i capelli, esagerato o inutile. Ma noi siamo convinti che l’intelletto non è mai lasciato al caso nel mondo visivo dei 30STM, e che il gruppo ci apre le porte di una percezione di cui ognuno è libero di appropriarsi.
Inoltre non dimentichiamo che l’album A Beautiful Lie è profondamente incentrato sull’esplorazione e l’analisi delle emozioni umane, le loro interazioni, contraddizioni, connessioni.
E non dimentichiamo che il motto del gruppo è Provehito In Altum, “toccare il profondo, accedere al profondo”, cioè il profondo delle cose, sì, ma soprattutto il profondo del Sè.
Le ragioni per le quali siamo stati tutti presi da questo video sono ragioni estetiche, certo, ma pensiamo di non sbagliarci affermando che ognuno ha ritrovato in questo video dei riferimenti alle proprie paure, angosce, liberazioni.
La battaglia tra questi due concetti riempie l’intero video. Le situazioni con le quali si confrontano i quattro personaggi hanno tinte oscure e disturbanti, che ci fanno riflettere sulla distinzione positiva e negativa delle cose.
Le compareremo qui ai sette peccati capitali:
- Jared è in lotta con il suo doppio, si confronta col male, e la collera (1’ peccato capitale) diventa il vettore della sua espressione. Indubbiamente l’orgoglio (2’ peccato capitale) del suo personaggio nel video lo spinge a volersi affermare vincendo questa lotta, anche se questo non sarà necessariamente il caso…
- Shannon, nella scena del bagno, si lascia accecare dall’invidia (3’ peccato capitale)
- Tomo si trova faccia a faccia con la lussuria (4’ peccato capitale) nella scena del suo doppio e dell’orso
- Matt probabilmente la gola (al bar, 5’ peccato capitale)
- Restano la pigrizia e l’avarizia, che possono caratterizzarsi semplicemente come l’attitudine collettiva a restare in questo hotel senza uno scopo preciso (la pigrizia), e la non-comunicazione indiretta di Jared con gli altri membri del gruppo (l’avarizia sul piano affettivo) che potrebbe mettere in pericolo la salute mentale di tutti.
- Il Bene e il Male si evidenziano anche attraverso l’opposizione dei colori (abiti neri e bianchi, decori neri e bianchi, come le tende della sala da ballo).
- Le diverse espressioni dei visi di ognuno dei quattro membri del gruppo possono ugualmente essere percepite come una dicotomia Bene/Male. Esse differiscono a seconda del “doppio” e del “normale” (soprattutto in Jared nella scena della lotta).
Nel video, la Morte ha molti aspetti:
- di una “messa a morte” nelle parole della canzone
- la morte dell’anima creativa, con la vaga impressione della morte dell’ispirazione artistica di Jared (come di Jack Torrance in Shining, abbandona la scrittura per fare dei lanci di baseball)
- la morte fisica attraverso l’omicidio: il video si articola intorno all’omicidio della giovane donna nella camera 6277, senza dubbio uccisa da Jared (come Jack Torrance nel film di Kubrick).
Ha qui l’aspetto del vecchio uomo col cappello, una sorta di messaggero. Compare per la prima volta quando Tomo percorre il lungo corridoio e la sua immagine ricorre con flash e nelle visioni di ognuno.
Le sue apparizioni sono intercalate dalle immagini della giovane donna assassinata, mostrandoci dunque il suo ruolo di vettore riguardo questa informazione.
Rappresenta senza dubbio il primo detentore dello Shining, ossia Dick, il cuoco del film di Kubrick.
Un dettaglio particolare è il fatto che porti un cappello.
Infatti, quando i quattro membri del gruppo entrano nella sala da ballo alla fine del video, tra le persone che li salutano e li accolgono ci sono due gemelli con lo stesso cappello: sono più giovani, e forse rappresentano il vecchio uomo al momento del crimine (era nell’hotel quella notte?).
Qui è l’archetipo della Bestia.
Forza primitiva, l’orso fa parte dei simboli dell’incosciente. Vive nelle caverne, espressione delle tenebre. L’oscurità è legata alle proibizioni che bisogna sconfiggere, e la lotta contro la Bestia gioca il ruolo di iniziazione (cfr la mitologia).
L’aspetto mostruoso dell’orso, potente, violento, incontrollato, ne fa il simbolo della violenza e della forza bruta (il contrario del dominio di sé, necessario per vincerlo).
Per Jung, l’orso rappresenta anche il pericolo che costituiscono i contenuti incoscienti dell’individuo.
Visto il gesto che lo si vede compiere in Shining e in The Kill (fellatio) e visto che si tratta di un costume in peluche, l’orso può anche rappresentare la paura dell’essere umano di essere relegato al livello di oggetto (sessuale?).
Non dimentichiamo che Wendy, in Shining, è una donna sottomessa a un marito tirannico.
In The Kill, questo passaggio potrebbe essere un richiamo all’universo di Kubrick, o una rappresentazione dell’inconscio sottomesso a oscure paure represse.
Benché nel confronto con Shannon la donna sia rivelatrice di una pura verità (i flash e le visioni dell’omicidio), è attraverso la seduzione, la tentazione e il desiderio che l’informazione passa e la connessione ha luogo. Richiamandoci ai concetti di Jung, la femme fatale può qui rappresentare l’anima di Shannon (il suo elemento femminino intrinseco). Infatti, dopo le visioni, la giovane donna si trasforma in lui, vestito con l’abito del doppio (lo smoking).
I gemelli e i miti che li riguardano sono connessi al tema del doppio, che analizzeremo più avanti.
In The Kill, il tema del doppio è accentuato dalla presenza dei gemelli (nei flash, al ballo).
Questo ci riporta direttamente a Kubrick, poiché nel film le bambine assassinate sono gemelle.
Tuttavia, non è escluso che Jared abbia utilizzato questo tema per sviluppare a suo modo la questione del doppio, dello psichismo e della telepatia.
Ognuno dei membri del gruppo è guidato dal suo doppio in luogo particolare o predefinito (come rispondendo a un richiamo incosciente).
I ricercatori che si sono interessati ai gemelli hanno dovuto concludere che tra di essi esiste un legame telepatico. Persino la scienza è ancora incapace di trovare una spiegazione a questo legame. Tuttavia, l‘identità psicologica e psichica dei gemelli è talmente profonda che esiste tra di essi uno scambio continuo di messaggi su una frequenza ancora sconosciuta. Se si ammette che questo legame è telepatico, bisogna ugualmente ammettere che le manifestazioni parapsicologiche sono una realtà che può essere studiata concretamente. In caso contrario, si tratterebbe soltanto di una ripetizione di situazioni causate da una predestinazione biologica.
Parola di origine tedesca, doppelganger significa “sosia”. E’ usata nel paranormale per indicare il doppio “fantasmatico” di una persona vivente, spesso un gemello cattivo, o anche per designare il fenomeno dell’ubiquità.
Vedere il proprio doppelganger sarebbe un presagio di morte.
Visto dagli altri, sarebbe il segno di una sventura o di un dramma a venire.
Il doppelganger non ha ombra e la sua immagine non è riflessa né dagli specchi né dall’acqua.
Si dice che dia consigli alla persona che imita, ma i suoi consigli spesso inducono la persona in errore e sono mal intenzionati.
Il concetto del doppelganger è utilizzato in Shining, in Fight Club di David Fincher, in Inseparabili di David Cronemberg e in The Machinist di Brad Anderson.
In un approccio paranormale del concetto, in The Kill i doppi potrebbero dunque essere dei doppelganger.
Ogni apparizione è in effetti legata a delle immagini di morte (l’omicidio della ragazza) o a dei presagi strani:
- Matt non ha visioni della ragazza insanguinata, ma vede i gemelli e le gemelle, una sorta di richiamo del ballo, dunque del contesto
- il comportamento del doppio di Jared lascerebbe intendere che è un’immagine a influenza negativa
- quello di Shannon è scaltro, poiché assume l’aspetto di una donna per ammansirlo nella caduta
- quello di Tomo si abbandona alla lussuria, in un registro disturbante e destabilizzante, che veicola anche qui una connotazione negativa.
Come in Fight Club di David Fincher, i doppi dei quattro membri del gruppo apparirebbero come delle guide verso un ritorno al lato oscuro e nascosto della loro personalità.
Il video è caratterizzato da cifre e numeri simbolici.
Innanzitutto il 6277, M A R S, che sostituisce il 237 della camera proibita di Shining.
Ma soprattutto il 2 (doppio, simmetria nelle immagini), il 3 (trinità) e il 4.
Non torneremo oltre sul due, associato alla dualità, al doppio e ai gemelli, argomenti trattati in precedenza.
Il 3 è presente in numerose immagini: il bar, le foto, il ballo…


3 è anche il numero di giorni che essi avevano inizialmente previsto di restare all’hotel.
Il 3 simboleggia le tre dimensioni del mondo reale, così come lo vediamo e lo percepiamo oggettivamente. Sul piano umano, è l’associazione del corpo, dello spirito e dell’anima.
La « terza via », termine politico o filosofico applicato a una varietà di opzioni di « terza scelta » che si offrono come alternativa a delle situazioni in dicotomia. Si può anche parlare di “via mediana”, o “via di mezzo”. Questo approccio è spesso quello delle filosofia taoiste, che insegnano a superare il conflitto tra Yin e Yang per raggiungere l’armonia, e anche quello dei filosofi della Grecia antica, in particolar modo della corrente di pensiero sviluppata da Socrate, che parte dalla dialettica, dal conflitto di due opinioni diverse per avvicinarsi alla Verità (l’argomentazione è rappresentata dalla tesi, l’antitesi e la sintesi: la problematica della questione è allora conclusa).
Il 3 simboleggia anche il cielo.
In numerologia, il 3 rappresenta la Socievolezza e la comunicazione.
Nel video, il 3 potrebbe anche rappresentare la frattura che si è creata tra Jared e gli altri membri del gruppo (quando parlano senza di lui=si è creata una divisione).
Il 4 è associato alla quarta dimensione, quella dove il tempo è un’illusione, ma paradossalmente è anche la cifra associata alla materia, alla stabilità, alla staticità, alla terra (i 4 punti cardinali), agli elementi, all’ordine.
Nella mitologia greca, è il numero sacro di Ermes, dio del commercio, guardiano delle strade, degli incroci, dei viaggi, dei ladri, guida delle anime negli Inferi e messaggero degli dei).
Per Pitagora, il 4 simboleggia la perfezione.
E’ il numero delle quattro nobili verità nella filosofia buddista e quello della realizzazione in numerologia.
Simboleggia senza dubbio anche i quattro membri del gruppo.
Associazione del 3 e del 4
Il 7 è il numero dell’universo, quello dell’associazione tra spirito (3) e materia (4). Associando il numero quattro, che simboleggia la terra (con i suoi quattro punti cardinali) e il numero tre, che simboleggia il cielo, il sette rappresenta la totalità dell’universo in movimento.
Per Pitagora è un numero cosmico.
Il 7 corrisponde ai sette pianeti, ai sette giorni della settimana, ai sette peccati capitali, ai sette gradi della perfezione, alle sette sfere celesti, ai sette rami dell’albero cosmico e sacrificale dello sciamanesimo, ai sette colori dell’arcobaleno, alle sette note…E’ il numero della compiutezza e del rinnovamento.
Nel video, è dopo una settimana che le strane manifestazioni si concretizzano, che diventano visibili e generano la trasformazione, e il rinnovamento (alla fine del video, i quattro membri sono vestiti come i loro doppi e non hanno più l’aspetto che avevano all’inizio: sono dietro una tenda nella stanza in cui sono entrati la prima volta – la reception – ma il compiersi di un ciclo è qui evidente).
Il numero 777
In questa interpretazione non c’è niente di certo, ma il messaggio “Enjoy your Stay, and please Stay out of Room 6277” contiene, escludendo la E in maiuscolo all’inizio (che è normale) tre altre lettere in maiuscolo in mezzo alla frase: S, S, R, che sulla tastiera del cellulare corrispondono a 777, numero divino e perfetto.

Potrebbe questa cifra nascondere il lato benevolente (un protettore divino???) di questa lettera di raccomandazioni, al fine di tenerli lontani dal lato negativo delle cose (il loro doppio, la morte , al follia) che troverebbero nella stanza 6277…?
I numeri delle altre chiavi

Numeri visibili: 4372 e 436?
Notiamo di nuovo l’associazione del 3 e del 4.
Sulla prima chiave, 4372 corrisponde alla parola HERA sulla tastiera del cellulare.
La chiave 436? Mistero…
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Video: From Yesterday
L’ultimo imperatore è la storia di un uomo imprigionato (per suo difetto, non per scelta iniziale) in un mondo in cui è trattato come un semidio, ma in cui la sua ignoranza della verità e della realtà esterna (il contesto politico) gli impedisce di raggiungere la felicità e la conoscenza del Sé.
La prigionia nella Città proibita è, nel film, una prigionia fisica che non è altro che una metafora della prigionia nelle proprie convinzioni e, soprattutto, prigionia nell’ignoranza della realtà esterna. Infatti, è col suo ingresso nel mondo esterno e reale (e le sue sfide politiche – prigione – manipolazione) che l’imperatore Pu-YI raggiunge l’illuminazione e il suo più alto grado di coscienza (con la sua propria visione della felicità, che è diventare giardiniere).

Questa “rivelazione” gli permetterà in seguito di tornare come anonimo turista nei luoghi della sua prigionia (che avrebbe potuto essere la causa della sua perdita) e trarne delle conclusioni.
Nel video di From Yesterday la teoria e la metafora della prigionia viene presentata in modo diverso, quasi speculare (stessa struttura e percorso, ma qui non è più il mondo esteriore che rivela i personaggi, ma la prigionia nella Città).
I quattro uomini, con la loro vita e il loro sapere sulla società attuale, sono prigionieri delle loro convinzioni, ma fuori, nella vita reale (si preparano a entrare in scena per un concerto).
Pertanto, la loro evoluzione quotidiana in una società dove hanno il potere di scelta e la libertà non gli permette di raggiungere l’illuminazione, di avere una rivelazione e la conoscenza assoluta del sé. La loro attesa prima che una giovane donna li venga a cercare (una sorta di traghettatrice tra il mondo reale e quello del mito), può qui rappresentare una specie di anticamera dell’illuminazione che li attende nella Città proibita. Degli strani fenomeni si producono in questa stanza (un quadro che cade come dal nulla, uno specchio al di sopra di Matt che rinvia il riflesso di Shannon, uno specchio circolare alla destra di Matt che rinvia quello che sembra essere il riflesso di Jared).

Notiamo anche la strana sensazione provocata dal lungo corridoio bianco, le cui luci si spengono e si riaccendono, che precipita lo spettatore in un’atmosfera simile a quella dell’avventura spaziale, o interiore, a scelta.

Contrariamente al film di Bertolucci, qui è attraverso la prigionia nella Città proibita e le sue sfide che si produce l’illuminazione, e i quattro personaggi sono così pronti ad affrontare il loro mondo iniziale, essendo divenuti più forti.
Dentro-fuori / interno-esterno / prigionia-libertà
Il video di From Yesterday è giocato su una lotta, tra un’opposizione tra il mondo esteriore e il mondo interiore, al fine di raggiungere la rivelazione. Questo inoltre permette agli eroi di percepire il mondo sotto i suoi due aspetti, divino (illuminazione – rivelazione) e umano (paura, scacco, dubbio, certezze infondate).
Come in The Kill – Shining, ci sono in From Yesterday molte immagini che fanno riferimento a L’ultimo imperatore, soprattutto per i riti della morte e dell’espiazione.
Il rito della bolla nera al momento del decesso.


Le tre giovani alla gogna:

Applicazione della teoria dell’eroe di Joseph Campbell
La struttura di From Yesterday è basata sulle diverse tappe del percorso dell’ “eroe” secondo J. Campbell in The Hero with a Thousand Faces:
- la chiamata all’avventura, che l’eroe può accettare o rifiutare;
- un periodo di ricerca iniziatica, per vedere se l’eroe riesce o fallisce;
- il raggiungimento dello scopo, che in generale ha come risultato una conoscenza assoluta del Sé (illuminazione);
- un ritorno al mondo normale, il mondo ordinario, dove, anche in questo caso, l’eroe può essere disposto a riuscire o meno;
- l’applicazione dell’illuminazione che l’eroe ha raggiunto, che può essere utilizzata a titolo personale ma che, in generale, ha come vocazione universale il miglioramento della condizione umana.
L’eroe ritorna alla sua vita normale col potere di influenzare il mondo con nuove dinamiche (come Buddha o Siddhartha di Hesse).
1. La chiamata all’avventura
L’eroe riceve una chiamata all’azione, di cui sarà il protagonista. Questa chiamata è in genere effettuata da un altro personaggio, che agisce come “messaggero”.
Qui, è l’imperatore

O forse le divinità


Questa chiamata spirituale potrebbe qui essere materializzata dalla mappa che cade al suolo (nonostante nella scena precedente non fosse sul muro). La strizzata d’occhio all’apparizione del libro di Bartholomew Cubbins può anche sottintendere l’effetto: “Non sono io, al momento, che risponde a questo appello sovrannaturale, ma il mio incosciente, il mio doppio, il mio alter ego rifiutato”.

2. Il rifiuto dell’appello o la sua accettazione:
Qui nessuna accettazione o rifiuto si pone chiaramente. I quattro membri del gruppo seguono la giovane donna che li viene a cercare. L’accettazione sembra dunque implicita.
3. L’aiuto sovrannaturale di un personaggio o delle circostanze:
Qui l’aiuto sovrannaturale è rappresentato dalla giovane donna cinese (una sorta di traghettatrice) e dai segni (la mappa che cade a terra, il libro di Bart a fianco)
4. Il passaggio della soglia dell’altro mondo (inteso come “diverso dal mondo ordinario”):
- Prima di tutto notiamo il carattere strano, quasi opprimente, del camerino in cui si trovano: luci “stridenti” (visualmente parlando), atmosfera asettica, rafforzata dal colore bianco, e i tenui brusii di sottofondo, il battere di Shannon contro il muro con le bacchette.
C’è inoltre come una sorta di sfasamento nel modo in cui i quattro ragazzi reagiscono a questa attesa:
- Jared racconta il suo sogno: è già in una fase di connessione con l’irreale (visione, tono monocorde del suo parlare)
- Shannon si prepara battendo con le bacchette contro il muro. I suoi occhi sono chiusi, è già nel suo mondo (interiore)…?
- Tomo suona la chitarra, senza badare a quello che dice Jared
- Matt è immerso nel suo libricino rosso (quello di Mao?) e sembra ascoltare Jared distrattamente. Ciò che può stupire lo spettatore è la precisione con la quale risponde a Jared su quanto tempo è rimasto: 6 minuti, 27 secondi e 27 decimi (di ritardo).
D’altra parte:
62727: = se lo si decodifica come fatto per 6277 = MARS sulla tastiera del cellulare abbiamo
62727 = MARAR
Marar:
I Marar appartengono alle caste degli Ambalavasi, sorta di Bramini inferiori della regione del Kerala (stato al sud-est dell’India). Il loro compito è aiutare i sacerdoti nei templi. Secondo antichi testi e manoscritti, i Marar erano i guardiani del Sopanaganam (musica sacra degli dei) e la lro specialità era suonare tamburi e percussioni nei templi. .. (grazie Shannon!!).
La struttura musicale del Sopanaganam sembra riflettesse l’esperienza dell’appassionato nella sua l’ascensione verso il divino ela devozione.
Certo, il video si svolge in cina e non in India, ma con i Thirty tutti i riferimenti o le strizzate d’occhio sono da prendere per buone, no?
Tornando a noi: L’effetto che si prova all’interno della stanza è simile a quello che si prova in un’anticamera, o in una sala d’attesa misteriosa, che sembra sia futurista che atemporale.
Seguendo la giovane donna che dice loro “Gentlemen, it’s time”, essi lasciano il reale (già colpiti da una dose di surrealismo!!) per entrare nella zona di transizione: il corridoio bianco.
La successione delle inquadrature bianco/luce intermittente/inquadratura al contrario prende il via con la chiusura delle porte delle due uscite del corridoio, non appena la giovane donna è lei stessa sparita nel corridoio.
Ciò che ci fa pensare al corridoio come zona di transizione è proprio questa donna: quando entra ne camerino è truccata e porta molto rossetto. Nella scena seguente, nel corridoio, è senza trucco.


Questa strana dimensione spazio/tempo che si materializza nel corridoio di transizione ha termine con una porta chiusa a chiave.
Si sente quindi uno strano suono (che ricorda un po’ le atmosfere di The Grudge) e quindi i quattro membri del gruppo vedono apparire le pesanti porte della Città Proibita, che si aprono davanti a loro. L’immagine di questo momento preciso ci ha fatto pensare al monolite di 2001 Odissea nello spazio, che, è utile ricordarlo, non stante tutte le sue varie interpretazioni, corrisponde alla risposta che permette a tutti gli uomini di evolvere, di superare la scienza e il tempo attraverso l’incosciente, ecc ecc.


La transizione spazio/tempo o cosciente/incosciente è rappresentata dal cambiamento del colore dei loro vestiti (bianco/ciò che viene percepito – nero/lo sconosciuto).
Attraversare l’Armata della Città Proibita sarebbe dunque in un certo senso la metafora dell’armata di Marte (quella del mondo reale, che avrebbero visto se fossero entrati in scena invece di essere trasportati nella Città = da qui le bandiere e gli stendardi dell’armata di Marte mescolati ai simboli dell’armata dell’Imperatore, come il Dragone e il colore giallo).


Questo ci sembra un omaggio agli Echelon, che vuole dire: la nostra Evoluzione (musicale, artistica e interiore) passa attraverso di voi. Voi siete la nostra tappa di transizione verso l’illuminazione, la scoperta, la riuscita.
La traghettatrice verso questo nuovo mondo li accompagna fino alla fine.

Secondo tutti questi parametri, dunque, gli eroi sono già trasformati e pronti a subire quei cambiamenti che l’avventura gli porterà. Sono pronti per la rinascita (o nascita spirituale?) che seguirà alle prove che li attendono.
L'iniziazione
Per Campbell, una volta superata la soglia del mondo in cui deve evolvere, l’eroe scopre un mondo di sogni, di ambiguità, che ha dei codici che non sempre padroneggia (lo si vede all’arrivo a palazzo per “The Wish”).
Gli eroi devono dunque confrontarsi con una successione di prove e di ostacoli che hanno per fine d’illuminare la loro coscienza.
Sono aiutati dai parametri e dai personaggi incontrati nella fase 1 (origine)
- Qui il punto di partenza della sfida è The Gift (all’inizio incompreso dagli eroi, che vi vedono una connotazione negativa, senza vedervi la chiave del superamento del Sé e di una futura illuminazione = da qui la domanda di Jared “This is a gift??”).
- I personaggi corollario determinanti sono in questo caso le figure emblematiche che ciascuno di loro guarda: Jared le tre ragazze (la traghettatrice passa dietro di loro come un avvertimento), Tomo la vecchia imperatrice, Shannon l’uomo col cappello e Matt l’uomo che si flagellerà in seguito.



- L’incontro con la Dea, o figura materna, che rappresenta per l’eroe (secondo Campbell) la totale padronanza della vita e dell’esistenza, è forse qui rappresentata dalle quattro ragazze che portano loro i doni, e che appaiono più tardi (in un flash di scene distinte) nello stesso luogo in cui gli eroi si combatteranno. Esse potrebbero anche rappresentare la loro “Anima” (l’incosciente femminino proprio dell’uomo, secondo lo psicanalista Carl Jung).

- L’iniziazione passa in seguito attraverso la preparazione al combattimento e il combattimento. Il rituale, la disposizione dei personaggi, il gioco delle simmetrie (ci siamo abituati ormai!!) fissano il quadro della battaglia.
Riappaiono a questo punto gli dei cinesi che Jared aveva visto in sogno. Il primo non è identificato, mentre il secondo è chiaramente Guandi, il dio taoista della guerra : “compare sia nelle fonti storiche che letterarie ed incarna tutte le virtù tradizionali, in particolare la fedeltà (alla parola data, all’imperatore, agli amici). Lo spirito cavalleresco, il coraggio, la padronanza di sé”.


- Durante il combattimento, dei richiami di immagine mostrano ciascun eroe confrontarsi con le figure emblematiche incontrate al momento del dono.
Jared: le tre ragazze, ormai bandite e imprigionate alla gogna. Sono circondate da degli strani maestri di cerimonia, che assomigliano a quelli della cerimonia orgiastica di Eyes Wide Shut di Kubrick (stessa disposizione in circolo, stesse maschere, stessi mantelli).


Il personaggio mascherato che guarda Jared sembra essere Jared stesso (soprattutto la parte bassa del viso è molto simile, e questo spiegherebbe lo sguardo quasi terrificato di questi alla vista della scena = paura del confronto col doppio? Richiamo a The Kill?).

Shannon vede l’uomo con la cortigiana.
Tomo vede la vecchia imperatrice morta (riferimento a L’ultimo imperatore: stessa scena)
Matt si ritrova di fronte all’uomo che si flagella (riferimento all’Opus Dei? All’oscurantismo della chiesa e delle religioni occidentali?).
Queste quattro scene portano a pensare che si tratti di un confronto visivo con le paure, i vizi o le angosce che potrebbero destabilizzare gli uomini. Superando queste paure, gli uomini si assicurano la vittoria (cfr. Sun Tzu, L’arte della guerra).
Anche il combattimento mascherato ha un suo significato, favorendo il test dell’istinto di sopravvivenza e quello della fiducia gli uni negli altri (nel senso fraterno o amicale) = combattono gli uni contro gli altri o contro altri soldati?
- Se è un combattimento contro i loro doppi, si può supporre che l’Ego è ucciso (ed ecco perché alla fine del combattimento si tolgono la maschera)
- Se è un combattimento contro altri soldati, si può supporre la vittoria della fiducia nel gruppo (si risparmiano gli uni con gli altri).

In ogni caso, la vittoria contro il nemico riconduce a una vittoria contro il Sé, ed è forse questo il messaggio del video.
E’ in seguito a questo avvenimento che la visione della realtà dell’eroe cambia. Attraverso il suo sacrificio (il combattimento) L’eroe è pronto ad ottenere ciò che a sua aspira e ciò che merita, ma non in una prospettiva individuale: la sua illuminazione, la sua rivelazione deve essere a beneficio della società che ha lasciato, e nella quale è tornato.
La sua rivelazione deve essere applicata a questa società: in questo caso, quella che è forse nascosta dietro la porta con la croce alla fine del video.

Il finale sulle note di A Beautiful Lie può lasciar presagire molte cose: il ritorno degli eroi alla vita “normale” passa attraverso il confronto con la Bugia universale del mondo esteriore, quello dietro il quale tutti si rifugiano per risparmiarsi la sofferenza e la paura (He doesn’t want to read the message…).
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